Ogni mese, leggete un articolo di un collaboratore della NRT direttamente sul sito web della rivista. Si tratta delle "Notizie teologiche". Testi brevi per il discernimento teologico.
Ottobre 2024 | Bernard Joassart s.j.
La teologia è discernimento.
A partire dalla metà degli anni Trenta, la Nouvelle revue théologique (Nuova Rivista Teologica ) prese posizione di fronte agli sconvolgimenti e alle disgrazie che scuotevano la situazione internazionale: l'ascesa del totalitarismo e dell'antisemitismo, l'espansionismo della Germania hitleriana e l'invasione della Polonia nel settembre 1939.
In questo nuovo numero del Cahier de la NRT, Bernard Joassart esamina il modo in cui i teologi della rivista si confrontarono, spesso controcorrente, con i conflitti dell'epoca, basandosi sulle memorie inedite del direttore della NRT, il gesuita Jean Levie (1885-1966).
La prefazione è di Étienne Fouilloux.
Indice dei contenuti
1. Gaston Fessard - un preludio alla Pax nostra
2. Condanna del nazismo e del comunismo
3. I Protocolli degli Anziani di Sion
4. L'invasione della Cina da parte del Giappone
5. Luigi Sturzo - Politica e teologia morale
6. Il razzismo
7. La serie “Catholicus
8. Reazioni dei superiori gesuiti a Levia
9. La revoca del divieto di lettura de L'Action française
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L'autore
Bernard Joassart: nato nel 1954 a Jemappes (Belgio), è un sacerdote e gesuita belga.
Ha conseguito un dottorato in filosofia e letteratura e una laurea in teologia. La sua tesi di dottorato era su Hippolyte Delehaye. È membro della Société des Bollandistes. È membro del Comitato editoriale della NRT.
Estratto dalla prefazione di Étienne Fouilloux
Una rivista che si avvale della collaborazione di alcuni dei più importanti teologi morali del mondo non può certo rimanere impassibile di fronte a queste molteplici violazioni del diritto delle nazioni e dei popoli. Ma non tutte le riviste teologiche hanno reagito con lo stesso vigore della Nouvelle revue théologique. La seconda ragione di quello che si può definire il suo impegno nei conflitti in corso fu l'impulso del suo direttore, padre Jean Levie, sostenuto dal comitato di redazione. Senza sottovalutare il pericolo del comunismo, in particolare in Spagna e in Messico, Levie è convinto che, in queste crisi, il pericolo immediato per l'ordine internazionale e per i principi cristiani venga dal nazismo e dai suoi emulatori in Italia, Spagna e Belgio, non dal comunismo stalinista, per quanto dannoso possa essere. (...)
Padre Bernard Joassart ha accesso a materiale troppo spesso perduto o inaccessibile: lettere di lettori scontenti. Padre Levie ha conservato la maggior parte della corrispondenza critica di quegli anni cruciali. Il cardinale von Faulhaber, arcivescovo di Monaco, e il cardinale Van Roey, arcivescovo di Malines, erano insoddisfatti della copertura della rivista sulla situazione tedesca e belga. I gesuiti iberici si interrogarono sui crimini nazionalisti in Spagna e si rammaricarono del fatto che la rivista non avesse seguito la gerarchia ecclesiastica spagnola nel suo sostegno incondizionato al generale Franco. Un cattolico austriaco che aveva aderito al nazismo attaccò don Sturzo, e una lunga serie di lettere contrappose l'antisemita olandese Herman de Vries de Heekelingen a padre Charles sui Protocolli degli Anziani di Sion. Questo campione di lettere mostra quanto l'opinione cattolica sia ancora divisa su tutti questi temi scottanti, in particolare sulla “questione ebraica”.
