Dieci anni dopo Amoris laetitia: un rinnovamento in corso

18/06/2026 | Tutte le notizie teologiche

Alain Thomasset s.j.

 

A dieci anni dalla pubblicazione di Amoris laetitia, quale bilancio trarre da questo testo che ha segnato la pastorale della Chiesa?

Abbiamo posto la domanda a due teologi moralisti impegnati nella riflessione e nell’accompagnamento delle famiglie. Questa settimana, Alain Thomasset s.j., professore di teologia morale e vicerettore delle Facoltà Loyola di Parigi, torna sulle principali intuizioni dell’esortazione e sulla loro attuazione.

La prossima settimana, Laetitia Calmeyn, docente di teologia morale al Collège des Bernardins, consultrice presso il Dicastero per la Dottrina della Fede e membro del comitato di redazione della NRT, fornirà un secondo approfondimento sulle questioni antropologiche e pastorali che questo testo continua a sollevare.

Invitando a privilegiare l’accoglienza, l’accompagnamento e il discernimento delle situazioni concrete, Amoris laetitia ha rinnovato la pastorale familiare e aperto nuove vie di integrazione per le persone che vivono situazioni coniugali complesse. Per Alain Thomasset, questo anniversario ci invita a valutare la fecondità delle sue intuizioni, a ricordarne i fondamenti teologici e a discernerne l’attualità.

 

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Il decimo anniversario dell’esortazione apostolica post-sinodale Amoris lætitia è l’occasione per ricordare come questo testo di Papa Francesco sia fonte di ispirazione e di rinnovamento, in particolare per quanto riguarda la pastorale familiare, ma anche, più in generale, per tutta la pastorale. Nel suo messaggio per l’occasione, il papa Leone XIV ha definito questa esortazione «un messaggio luminoso di speranza sull’amore coniugale e familiare», «un insegnamento prezioso che dobbiamo continuare ad approfondire oggi».

I Un rinnovamento della pastorale delle famiglie

Occorre innanzitutto ricordare brevemente quanto questa esortazione abbia suscitato uno slancio di rafforzamento e di rinnovamento della pastorale nei confronti delle famiglie, nella loro diversità. Molte diocesi vi hanno trovato un incoraggiamento per lo sviluppo e l’attenzione alla preparazione al matrimonio, all’accompagnamento delle coppie, alla formazione degli operatori pastorali. La pastorale delle famiglie è emersa come un crocevia per tutte le aree pastorali (battesimi, catechesi, gioventù, diaconia…), un luogo centrale di annuncio della Buona Novella. Incoraggiamento anche per sviluppare una pastorale dell’accoglienza, dell’accompagnamento e del discernimento nei confronti delle persone in situazioni familiari complesse (conviventi, divorziati risposati…), siano esse battezzate o alle porte della Chiesa. Il recente aumento del numero di catecumeni, che ha messo in moto tutte le diocesi, ha costretto gli accompagnatori a interrogarsi sulle situazioni familiari molto diverse che incontrano. L’accompagnamento e il discernimento personale e pastorale di queste persone, nella diversità del loro stato di vita, hanno messo in luce realtà che fino ad allora potevano essere rimaste ignorate. Amoris laetitia offre risorse preziose per affrontare queste situazioni e integrare queste persone con le loro fragilità.

II La centralità della misericordia e della missione

L’esortazione chiede infatti di adottare atteggiamenti pastorali che corrispondano alle indicazioni fornite da Evangelii gaudium per l’annuncio e l’accoglienza della Buona Novella: «vicinanza, apertura al dialogo, pazienza, accoglienza cordiale che non condanni» (EG 165). L’annuncio della centralità del kerigma richiede «che esprima l’amore salvifico di Dio, che precede l’obbligo morale e religioso; che non imponga la verità, ma faccia appello alla libertà; che possieda alcune note di gioia, di incoraggiamento, di vitalità» (EG 165). Anzi, promulgata durante l’anno giubilare 2016 dedicato alla misericordia, AL assume la misericordia come tema centrale, poiché «la Chiesa è chiamata innanzitutto a essere testimone veritiera della misericordia, professandola e vivendola come il centro della Rivelazione di Gesù Cristo1 ».

Amoris laetitia invita ad adottare «lo sguardo» e gli atteggiamenti di Gesù nei confronti di coloro che incontriamo (AL 60), Lui che è «il volto della misericordia del Padre». In questo senso, il Papa esorta a entrare nella situazione concreta delle famiglie reali e a non rimanere in un ideale cristiano troppo astratto (AL 36). Ogni pastorale è così invitata ad accompagnare e aiutare la crescita delle persone partendo dal punto in cui si trovano. Questa attenzione alla storia e alla crescita dell’amore all’interno delle famiglie è l’invito a una «conversione missionaria» (AL 201), a una pastorale che non rimanga bloccata sulla conformità alla regola o all’ideale auspicato, ma che desideri accompagnare tutte le famiglie, qualunque sia la loro situazione, per incoraggiarle e prendersene cura. I pastori e gli operatori pastorali non possono «accontentarsi di applicare solo le leggi morali a chi vive situazioni “irregolari”» (AL 305), né esprimere «giudizi troppo severi o impazienti» (AL 308). «Si tratta di accoglierli e di accompagnarli con pazienza e delicatezza» (AL 294). La parola d’ordine è proprio «integrare tutti» per aiutare ciascuno a trovare il proprio modo di partecipare alla comunità ecclesiale. Il Papa precisa:

Nessuno può essere condannato per sempre, perché non è questa la logica del Vangelo! [...] Non mi riferisco solo ai divorziati che hanno contratto una nuova unione, ma a tutti, in qualunque situazione si trovino. (AL 297)

III La proposta di un percorso di accompagnamento e di discernimento

Forte di questo invito a seguire l’esempio di Cristo, Colui che ha «accompagnato le persone che incontrava con “verità, pazienza e misericordia, annunciando al contempo le esigenze del Regno”» (AL 60), l’esortazione propone a coloro che vivono situazioni familiari complesse (in particolare alle persone divorziate risposate o in nuova unione) percorsi di accompagnamento e di discernimento personali e pastorali, in vista di una maggiore integrazione di queste persone nella Chiesa, compreso l’accesso ai sacramenti, caso per caso (AL 300, 305) . Questo approccio di accompagnamento e di «discernimento personale» nel foro interno, volto a cogliere la verità della situazione e a comprendere a cosa Dio chiama ciascuno, che va di pari passo con un «discernimento pastorale» da parte dei pastori e del loro gruppo per la sua autenticazione e attuazione, è stato convalidato dal Rescritto di Papa Francesco del 17 giugno 2017, che afferma «che non vi è altra interpretazione» del capitolo viii. Tale invito all’esame delle singole situazioni si fonda su una rinnovata fiducia nella coscienza illuminata dei fedeli e nell’opera della grazia in ciascuno (AL 37, 303). Papa Leone XIV ha così ricordato che si trattava di «superare una concezione riduttiva della norma».

 

IV Le ragioni teologiche di tale apertura

Questo modo di fare appello alla misericordia e al discernimento delle situazioni particolari deriva dalla grande tradizione della teologia morale. Citiamo brevemente la «legge della gradualità» (AL 293-295) già sottolineata da Giovanni Paolo ii in Familiaris consortio 9 e 34, che, senza modificare la norma, tiene conto del percorso di apprendimento necessario in funzione delle situazioni e delle possibilità di ciascuno; la necessità del discernimento delle situazioni nella loro diversità (AL 296-300), già evocata da FC 84; la considerazione delle circostanze attenuanti (AL 301-303, cfr. CEC 1735 e 2352) e il richiamo al necessario discernimento della coscienza nell’ascolto della legge morale (AL 304-3062). È necessario ricordare che la moralità di un atto può essere giudicata «in ultima istanza» solo dalla coscienza illuminata della persona stessa3.

La novità dell’esortazione risiede nell’applicazione di questi principi all’accesso ai sacramenti da parte delle persone divorziate e risposate, valutando caso per caso. L’incoraggiamento «al discernimento responsabile, personale e pastorale dei casi particolari, dovrebbe riconoscere che, dato che “il grado di responsabilità non è lo stesso in tutti i casi” (Relatio finalis 51), le conseguenze o gli effetti di una norma non devono necessariamente essere sempre gli stessi» (AL 300). Infatti, in un numero di grande rilevanza dottrinale il Papa afferma:

A causa di condizionamenti o di fattori attenuanti, è possibile che, in una situazione oggettiva di peccato – che non è soggettivamente imputabile o non lo è pienamente – si possa vivere nella grazia di Dio, si possa amare e si possa anche crescere nella vita di grazia e nella carità, ricevendo a tal fine l’aiuto della Chiesa. (AL 305)

La nota qui indica che tale aiuto può includere i sacramenti.

Infatti, è il peccato grave e manifesto che interrompe la comunione con Dio e impedisce al peccatore, chiunque egli sia, di accedere alla comunione eucaristica (CIC 915). Se si considera, come indica il Papa, che non tutte le situazioni matrimoniali cosiddette «irregolari» sono necessariamente qualificate come peccato grave, che separa dalla grazia di Dio (AL 301), allora un discernimento più accurato (effettuato nel «for interno») potrà consentire in alcuni casi l’accesso ai sacramenti. Il Papa invita del resto, a questo proposito, a percorrere la via della carità. Egli ricorda ai confessori che il confessionale non è una sala di tortura e che l’Eucaristia non è riservata ai perfetti, ma è un rimedio e un nutrimento per i deboli (nota 351). Per quanto riguarda l’accesso ai sacramenti, se la prassi abituale consisteva nell’esaminare la situazione oggettiva delle persone (la situazione irregolare dei «divorziati risposati», ad esempio) – come ricorda il Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi citato nella nota 345 –, il Papa chiede ora di non accontentarsi più di tale esame esteriore, ma di esercitare un giudizio nel «for interno», a livello della coscienza delle persone e dei pastori.

V Un’attuazione progressiva

Gli operatori pastorali hanno quindi il compito « di accompagnare le persone interessate nel cammino del discernimento secondo l’insegnamento della Chiesa e gli orientamenti del vescovo » (Relatio finalis 85, AL 300). A coloro che desiderano essere meglio integrati nella vita della Chiesa, in particolare per l’accesso ai sacramenti, viene quindi proposto un discernimento personale e pastorale. Concretamente, circa una trentina di diocesi in Francia hanno elaborato direttive diocesane che organizzano questi processi di accoglienza, accompagnamento e discernimento. L’arrivo di numerosi catecumeni non fa che rafforzare questa necessità. La sfida rimane la formazione degli accompagnatori e l’informazione delle comunità.

 

Note a piè di pagina

  • 1 Papa Francesco, Bolla di indizione del Giubileo straordinario della misericordia del 2016, no 25.

  • 2 Cfr. Tommaso d’Aquino, Somma teologica I-II, q. 94.

  • 3 Cfr. Gaudium et spes 16, e Commissione teologica internazionale, Alla ricerca di un’etica universale. Nuovi sguardi sulla legge naturale 59.

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La NRT est une revue trimestrielle publiée par un groupe de professeurs de théologie, sous la responsabilité de la Compagnie de Jésus à Bruxelles.

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