Con l’avvicinarsi del conclave, riemergono i vecchi dibattiti: progressisti o tradizionalisti?
L’eredità di Francesco si radica nella missione mariana e nelle periferie.
Il suo ultimo gesto — essere sepolto a Santa Maria Maggiore — svela il cuore della sua teologia.
Oltre ai giochi di potere, è l’amore di Cristo che guida la scelta del nuovo papa.
Il conclave si svolge nella luce pasquale di una Chiesa in continua conversione.

Con l’avvicinarsi del prossimo conclave, riemergono i vecchi dibattiti: chi prevarrà questa volta, i progressisti o i tradizionalisti? Quale sarà il ruolo delle donne in questa scelta così decisiva per il futuro della Chiesa? Il prossimo pontefice proseguirà le riforme di papa Francesco?
L’eredità di Francesco potrebbe forse essere riassunta nel compimento di uno dei suoi ultimi desideri: essere sepolto nella Basilica di Santa Maria Maggiore. Fu in questa chiesa romana che il Santo Padre era solito affidare i suoi viaggi e, al termine di ciascuno, rendere grazie e intercedere per la missione. Se la sua sepoltura si iscrive in questa stessa prospettiva, essa rivela anche il cuore della sua teologia e della sua visione pastorale. Né tradizionalista né progressista, questo gesto nasce dall’Alleanza di Dio con il suo popolo, di Cristo con la Chiesa. Nella tradizione ignaziana, questa Alleanza si esprime in particolare nel passaggio dalla terza alla quarta settimana degli Esercizi Spirituali: il corpo del Signore è stato consegnato alla madre addolorata, deposto nel sepolcro, prima di apparire alla Vergine Maria, alle altre donne e successivamente ai discepoli.
I Una visione mariana della missione
La visione missionaria di papa Francesco è radicata nel kerygma, nella morte e risurrezione di Cristo. Essa esprime la generazione eterna del Figlio da parte del Padre, fino alla morte. Questa generazione si vive nel cuore della nostra umanità tramite l’intercessione della Madre di Gesù. Per questo, agli occhi di Francesco, il cuore della Chiesa è nelle periferie, là dove l’umanità è messa alla prova dal male, dall’ingiustizia, dalla sofferenza e dalla morte. È attraverso le periferie che essa rinascerà. Affidandosi pienamente alla Madre di Dio, il Santo Padre ci indica la strada da seguire. Colei che si è presentata a Bernadette come l’Immacolata Concezione è il segno della salvezza offerta a tutta l’umanità. La nostra missione è essere testimoni di questa salvezza concessa a tutti. Così facendo, papa Francesco si inserisce pienamente nella Tradizione che lo precede e che è viva solo perché rinasce a ogni istante della vita eterna, attraverso coloro che, seguendo la Vergine Maria, ci precedono nel Regno: i poveri e i piccoli.
Il conclave si inserisce in questa luce pasquale. Il Vangelo secondo Giovanni può sicuramente aiutarci a comprendere la posta in gioco.
II Da Maria Maddalena a Pietro
Prima di presentarsi ai discepoli, il Risorto appare a Maria Maddalena e la invia in missione: «Va’ dai miei fratelli e dì loro: salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro» (Gv 20,17). Questa missione è decisiva per la vita della Chiesa e richiama quella della madre di Gesù sulla croce e accanto al discepolo amato. Amando e seguendo Gesù fino alla fine – cioè fino al cuore di tutte le periferie – la Madonna e poi Maria Maddalena testimoniano l’offerta del Figlio al Padre e, di conseguenza, il dono del Padre e del Figlio agli apostoli, alla Chiesa, che è lo Spirito Santo. È alla luce di questo Spirito Santo che i cardinali sono chiamati a vivere il conclave.
Quando Gesù Risorto appare ai discepoli in Galilea, li guida nella pesca e condivide con loro un pasto. Poi si presenta faccia a faccia con l’apostolo Pietro, poco prima di affidargli la missione di pastore della Chiesa. L’unica domanda che Gesù pone a Pietro è un invito: «Mi ami?». Solo abbandonandosi allo Spirito Santo Pietro potrà rispondere alla chiamata del Signore.
Le congregazioni generali dei cardinali che precedono il conclave affrontano la vita della Chiesa e il suo rapporto con il mondo. Si tratta di ascoltare i gemiti dello Spirito Santo nella creazione e nelle periferie. I cardinali si trovano così ancora una volta di fronte a questa domanda che sgorga dal cuore della Chiesa e dell’umanità: «Mi ami?».
Tutti i fedeli accompagnano il conclave, perché è sostenuti dalla presenza della Vergine alla croce, dalla missione di Maria Maddalena e dalla preghiera di tutti i membri della Chiesa, soprattutto di quelli che soffrono di più, che i cardinali eleggeranno il prossimo papa. Sarà anche attraverso l’intercessione di tutta la Chiesa che il successore di Pietro potrà accettare la sua missione.
III Il conclave: la Chiesa nella generazione pasquale
Il Sinodo sulla sinodalità ha aperto un meraviglioso spazio di lavoro per continuare a riflettere sulla missione di ogni battezzato. Più che una questione di «riforma» delle strutture, si tratta ancora una volta di riscoprire il mistero della generazione insito nella missione e nella tradizione della Chiesa. Occorre infatti evitare di attribuire «ruoli» secondo modelli estrinseci, politicamente o sociologicamente equilibrati, rischiando così di favorire giochi di potere incompatibili con il Vangelo.
La missione del prossimo papa, come quella di ciascuno di noi, non può essere che l’espressione di una comunione crescente. Essa può essere compresa solo alla luce del mistero della Chiesa, di quell’Amore di Dio che raggiunge ognuno di noi e ci rivela il cammino di conversione che dobbiamo percorrere. È dunque su questo cammino di conversione che camminiamo insieme verso il conclave: «Signore, tu sai tutto; tu sai che ti voglio bene» (Gv 21,17).
Marie-Laetitia Calmeyn +