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Ogni 14 settembre, la Chiesa celebra la festa della Santa Croce. Questa solennità ci pone subito di fronte a un paradosso: come ha potuto lo strumento di supplizio e di umiliazione che era la croce diventare il segno della vittoria sulla morte e il segno identitario dei cristiani? Come comprendere che la comunità cristiana onori come « gloriosa » una realtà che, storicamente, significava l’infamia riservata ai criminali e agli schiavi?
Per chiarire questa tensione, è opportuno articolare un duplice approccio: la storia delle rappresentazioni iconografiche della croce e la riflessione teologica che, nel XXe secolo, ha esplorato il rapporto tra croce e gloria in Rahner, Pannenberg, Balthasar, Malevez, Vetö e Durand.
Étienne Vetö c.c.n., « Trinité, humanité du Christ et vision de gloire chez Hans Urs von Balthasar », NRT 135 (2013), p. 98…
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